Counseling espressivo


Cosa si intende per counseling espressivo?
Ogni essere umano dovrebbe perseguire una libera autorealizzazione cercando di esprimere le proprie aspirazioni e i propri bisogni, contemperando questa espressione con un accettabile grado di integrazione sociale.
A questo fine può essere utile e in alcuni casi necessario rivedere o rimodellare la propria visione del mondo, migliorando la propria capacità di ascolto di sé e degli altri.
Per fare ciò non sempre è possibile contare sulle proprie forze, soprattutto in un contesto nel quale siano presenti cambiamenti improvvisi o dolorosi. E’ proprio in queste occasioni che l’intervento di un professionista può dirimere conflitti personali, di coppia e familiari, per lavorare alla soluzione di specifici problemi relazionali e/o alla rimodulazione della propria visione di sé e del mondo in vista di relazioni meno conflittuali e più serene.
Tra questi professionisti ce ne sono alcuni che fanno un lavoro clinico/terapeutico ed altri, come il counselor, che operano all’interno di una relazione d’aiuto caratterizzata dal sostegno e dal contenimento e che offre spazio e tempo a temi da approfondire e a condotte o atteggiamenti disfunzionali da rimodulare, guidando il proprio interlocutore da uno stato di sofferenza a uno stato di benessere.
Il counseling infatti favorisce la presa di coscienza dei meccanismi interiori che spesso spingono a comportamenti ripetitivi negativi, a processi di bloccaggio, evitamento, ansia e conflitto; esso guarda alle difficoltà dell’esistenza come dinamiche correlate alle esperienze di vita che ogni individuo sperimenta e offre agli individui stessi la possibilità di viverne di nuove, sostitutive e diverse, per favorire quei cambiamenti necessari per affrontare le fatiche esistenziali di quello specifico momento (nel “qui e ora”).


Importante e di grande valore è il contributo che i linguaggi espressivi possono portare nella relazione d’aiuto. L’esperienza svolta e documentata attraverso il lavoro nelle Artiterapie dimostra infatti come i linguaggi espressivi (musica, espressività grafico-pittorica, danza, movimento) favoriscano l’espressione delle emozioni e offrano l’opportunità di esplorare il proprio mondo interiore dando l’opportunità di guadagnare così nuovi livelli di consapevolezza.
Le modalità artistiche possono svolgere la funzione di contenitore per una libera espressione delle emozioni, dei vissuti e dei pensieri che stanno all’origine di disagi e tensioni e che difficilmente si riescono a far emergere con le parole.
Attraverso attività ludico espressive è possibile altresì stimolare la coscienza delle proprie capacità al fine di agire e trovare soluzioni, ponendo così l’accento sulle risorse e sulle abilità di ognuno, piuttosto che sugli aspetti problematici o negativi. L’auto-responsabilità diventa chiave del benessere.
Il “Counseling Espressivo” è quindi inteso come l’insieme di interventi di counseling attuati avvalendosi, oltreché dell’usuale tecnica del colloquio verbale, di tecniche caratteristiche delle seguenti discipline: Musica, Arte grafico – pittorica, Scrittura creativa, Lettura espressiva, Teatro, Movimento e Danza. Personalmente, nel lavoro di counselor, mi rivolgo principalmente alla musica e all’arte grafico-pittorica.
